Il programma Pd sul centro storico parte dai beni artistici e architettonici
Cinque idee per fare in modo di impedire il degrado del centro storico dopo vent’anni di azioni di rivitalizzazione e dieci (i più recenti) di nuovo abbandono. Sono quelle lanciate ieri dal circolo Pd del centro storico e discusse a Tursi da eletti del Pd e assessori comunali.Ne parla la presidente del circolo del centro storico Michela Fasce.
Ecco il documento
Il Centro storico oggi c’è perché, a partire dalla metà degli anni ’70, ci si è incamminati su una strada nuova: il risanamento.
Via del Colle e Salita del Prione, Architettura a Sarzano, Piazza delle Erbe con la costruzione della scuola elementare, i giardini Luzzati e la scuola d’infanzia, l’avvio dei lavori del palazzo ai piani di Sant’Andrea, il recupero della Garaventa in via San Giorgio e di Palazzo Senarega in via Orefici, la Maddalena con l’asilo Nido, il Ghetto (Piazza Don Gallo e Vico Croce Bianca), le pedonalizzazioni, la Biblioteca Universitaria a Principe e di scelte lungimiranti come: Expo’92, Genova Città Europea della Cultura nel 2004 e il riconoscimento da parte dell’Unesco del sistema dei Rolli del 2006.
Il Centro storico può essere ancora di più un motore dello sviluppo e della crescita economica di tutta la città. Lo abbiamo visto negli ultimi mesi e nelle ultime settimane, in particolare grazie agli eventi promossi da Palazzo Ducale e dalle giornate dei Rolli.
Questi elenco di operazioni compiute sul Centro Storico evidenziano la volontà della politica e della pubblica amministrazione di investire sul territorio, di creare progetti valorizzando l’aspetto urbanistico, culturale, commerciale e artigianale.
Per non sprecare quanto è stato fatto fino ad ora occorre continuare a impegnarsi per il futuro del nostro territorio e lo si può solo fare con idee innovative.
1) Richiedere il riconoscimento del Centro Storico come Patrimonio Paesaggistico Culturale, previsto dall’art. 52, comma 1-bis, del Codice dei Beni Culturali che permetterebbe di attuare il Decreto Bray, convertito in Legge n. 112 7 ottobre 2013 art. 4 bis, che prevede: Decoro dei complessi monumentali ed altri immobili
All’articolo 52 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente: “1-bis. Al fine di contrastare l’esercizio, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, di attivita’ commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio, nonche’ di qualsiasi altra attivita’ non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla necessita’ di assicurare il decoro dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, nonche’ delle aree a essi contermini, le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e le soprintendenze, sentiti gli enti locali, adottano apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione (omissis)…..”
Attualmente, al Senato è stata appena fatta una proposta di Legge relativa proprio a questo argomento, tra cui firmatari sono anche Senatori del PD territoriale : Misure per tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell’UNESCO.
Come conseguenza del punto 1 nel Centro Storico si potrebbe applicare un regolamento ad hoc contro degrado, illegalità, sicurezza, decoro, commercio, artigianato, ecc.
2) Recupero Urbanistico. Fino al 2006, con l’ultima riqualificazione importante del nostro territorio, cioè il riconoscimento del sistema dei Rolli da parte dell’Unesco, il Centro Storico è stato interessato, come ho elencato nell’introduzione, da molti interventi relativi al recupero urbanistico, in un quadro progettuale per la riqualificazione di hot spot che andassero ad integrarsi con parti del territorio meno degradate, per creare un percorso organico di riqualificazione. Dal 2006 ad oggi è mancata la progettazione strutturale del territorio che ha visto attuare solo interventi di emergenza senza guardare il quadro di insieme. Questo ha causato per esempio il degrado di aree come Canneto il Curto, Giustiniani, San Bernardo, Sottoripa, Via Turati, che escluse dal proseguo del recupero urbanistico si sono via via desertificate – soprattutto de un punto di vista della qualità commerciale – lasciando ampi spazi ad attività illegali e insicurezza.
L’altro importante tassello mancante è la conclusione della aree pedonalizzate e il decoro urbano. Prima tra tutti, la grande incompiuta, Piazza Sarzano, in cui occorre intervenire al più presto, ma situazioni simili si possono anche osservare in Piazza Caricamento e via Turati.
3) Attività Commerciali e Artigianali. Il recupero del Centro Storico deve avvenire anche con l’inserimento di attività commerciali e artigianali di qualità. Questo può avvenire solo incentivando i Patti d’Area tematici – tipo quello appena sottoscritto in Via XX Settembre – ma anche applicando l’art. 4 bis del suddetto punto 1. La Pubblica Amministrazione e la Politica devono impegnarsi per attivare un percorso virtuoso di inserimento di attività “SANE” all’interno del territorio. Questo si potrebbe attuare con un primo step in cui il Patto d’Area o il Regolamento comunale prevedesse l’apertura di imprese e aziende che hanno già un punto vendita o di lavorazione merci in una parte della città con un passato positivo. Successivamente, dopo aver verificato che le aziende e le imprese si sono radicate sul territorio attivare un secondo step incentivando l’apertura di Marchi genovesi e liguri di qualità ed infine un ultimo passaggio con il coinvolgimento del Made in Italy.
4) Maggiore Relazione tra Water front e Centro Storico. La creazione del Porto Antico, del Museo del Mare, il futuro progetto Blue Print,, sono tutte azione che hanno riqualificato nel corso degli anni una zona che era fortemente degradata e abbandonata dalla città. Negli ultimi mesi gli investimenti del Governo di 15 milioni di euro sul progetto Blu Print e il riconoscimento del Mu.MA, in particolare del Galata Museo del Mare come sede del Museo Nazionale delle Migrazioni che identifica l’altissimo livello qualitativo della sezione del MEM dedicata al settore delle migrazioni con il collegamento alla Commenda con la sua vocazione di accoglienza delle espressioni interculturali, sono manifestazioni di “Buone Pratiche” sul territorio che necessitano una connessione con il Centro Storico.
5) Musei Diffusi e Turismo. Il concetto di Museo Diffuso è ormai molto applicato sul territorio italiano. In Centro Storico abbiamo la maggior parte dei Musei presenti a Genova e il maggiore promotore di Cultura: Palazzo Ducale. Esistono però molti complessi ecclesiastici di prestigio, la Cattedrale di San Lorenzo, la Chiesa del Gesù, il complesso di Santa Maria di Castello, la Chiesa delle Vigne, la Chiesa di San Siro, solo per fare degli esempi, ma anche Palazzi privati e quelli dei Rolli, che sono in stretta correlazione con le opere contenute nei musei, alle esposizioni e agli eventi di Palazzo Ducale. Per sviluppare il Museo Diffuso sarebbe opportuno che si creasse un filo diretto tra le opere musealizzate, e quelle presenti in altri siti per attivare un percorso virtuoso in Centro Storico. L’incremento del turismo culturale, i dati dei visitatori nei Musei confermano il trend, consentirebbe la circolazione dei visitatori in zone poco o meno valorizzate con un sensibile miglioramento, dal punto di vista del decoro e della sicurezza, di queste aree.


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